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L’Ispra rende notesui rifiuti speciali relativi all’anno 2014: aumenta la quantità (+5%), ma l’Italia è tra le prime in UE per riciclo degli speciali (oltre 75%).

Si registra più import (6,2 milioni t) che export (3,2 milioni t), soprattutto di rottami ferrosi. Cala il numero di discariche (da 404 a 392) ma con più rifiuti (+4,2%).

PRODUZIONE - I rifiuti speciali prodotti in Italia sono oltre quattro volte superiori a quelli urbani. Nel 2014 sono stati prodotti circa 130,6 milioni di tonnellate di “speciali” a fronte di 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani.

Si registra un consistente aumento nella produzione totale: + 5% tra 2013 e 2014 (oltre 6,1 milioni di tonnellate). La crescita è imputabile prevalentemente ai rifiuti speciali non pericolosi da operazioni di costruzione e demolizione e da quelli derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue.

I rifiuti speciali pericolosi, invece, si mantengono sostanzialmente stabili (+0,3%).

CHI PRODUCE PIU’ RIFIUTI SPECIALI - Quali attività economiche producono in generale più rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi)? Al primo posto le costruzioni e demolizioni (39,7%).

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GESTIONE - Nel 2014 sono stati gestiti (riciclati, smaltiti, ecc.) più rifiuti di quelli prodotti. Sono 133,8 milioni di tonnellate a fronte di una produzione di 130,5. Va rilevato che i rifiuti nell’anno di riferimento vengono sottoposti ad operazioni intermedie di gestione (trattamento chimico-fisico, stoccaggio, ecc.) prima di essere avviati al trattamento finale.

Rispetto al 2013, si osserva un aumento del 3,3% del quantitativo totale dei rifiuti gestiti. Il recupero di materia da rifiuti speciali (ad esempio, il riciclo dei metalli, il recupero dei materiali da demolizione per opere stradali, ecc.) si conferma la forma di gestione più utilizzata (62,4%). È soprattutto l’operazione di “riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche” a incidere sul totale (47,1%): tali rifiuti sono, perlopiù, derivanti da attività di costruzione e demolizione.

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RECUPERO ENERGETICO - Si registra una lieve diminuzione nell’utilizzo dei rifiuti speciali per produrre energia (-4,7% rispetto al 2013). Sono 2,1 milioni di tonnellate quelli avviati a recupero energetico. Tra le risorse più utilizzate, il biogas (36,3%) ovvero il gas metano derivante dalla decomposizione dei rifiuti; a seguire i rifiuti della lavorazione del legno, carta ed affini (33,5%), dal trattamento meccanico di rifiuti (11,1%) e i rifiuti combustibili (6,4%).

Sono soprattutto 7 le regioni italiane a trasformare in energia i rifiuti speciali (insieme arrivano al 78,5%): Lombardia (23,3% del totale), Emilia Romagna (15,7%), Piemonte con (10,7%), Veneto (8,0%), Umbria (7,2%), Puglia (7,1%), Friuli Venezia Giulia (6,5%). Nel complesso non vi sono significative variazioni in quasi tutte le regioni. Sono pressoché tutti non pericolosi (96,3% del totale degli speciali) i rifiuti utilizzati per il recupero energetico.

INCENERIMENTO E DISCARICHE - Gli impianti di incenerimento in esercizio nel 2014, che hanno trattato rifiuti speciali, sono stati 85, di cui 43 destinati principalmente al trattamento di rifiuti urbani. La gran parte degli inceneritori è localizzata al Nord (51), al Centro sono presenti 11 impianti, al Sud 23. L’incenerimento dei rifiuti speciali interessa complessivamente, considerando anche quelli trattati in impianti per rifiuti urbani, circa 1,4 milioni di tonnellate. Nel 2014 si registra un incremento di circa 540 mila tonnellate da attribuirsi prevalentemente a rifiuti prodotti dal trattamento dei rifiuti stessi e rifiuti combustibili.

Si registrano meno discariche nel 2014, ma con più rifiuti. Diminuisce il numero di quelle operative che hanno smaltito rifiuti speciali, passando da 404 del 2013 a 392 del 2014.Un dato che è anche riconducibile alla temporanea non operatività di discariche soprattutto di medie e piccole dimensioni. Tale prassi è stata riscontrata soprattutto per quanto riguarda le discariche di rifiuti inerti (calcinacci, macerie, ecc) la cui operatività è spesso legata a situazioni contingenti come l’apertura e chiusura di cantieri.

PIÙ IMPORT CHE EXPORT - La quantità totale di rifiuti speciali esportata diminuisce del 4,7% tra 2013 e 2014, passando da 3,4 a 3,2 milioni di tonnellate. I rifiuti speciali importati in Italia nel 2014, circa 6,2 milioni di tonnellate, corrispondono ad un aumento del 7,6% rispetto al 2013. Dove esportiamo i rifiuti speciali? Prevalentemente in Germania, Cina e Grecia.

Degli oltre 3 milioni di tonnellate, 889 mila vanno in Germania (il 27,7%) e sono prevalentemente pericolosi: vengono dagli impianti di trattamento dei rifiuti, delle acque reflue, della potabilizzazione dell’acqua, dalle operazioni di costruzione e demolizione. Destinazione sono le miniere di sale e in particolare quella di Stetten in Baviera, nella quale i rifiuti vengono utilizzati per la messa in sicurezza delle cavità a seguito dell'attività estrattiva.

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Anna Tita Gallo

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